From Birdsland: Colombia 2008

Affrontando la ricerca da sola, armata di sola macchina fotografica, spesso inoltrandosi in quartieri e zone molto povere, ritenute ad alto rischio l’artista compie una sorta di esperienza temporale: attraverso scatti spontanei che vogliono catturare quei momenti e quei dettagli che, man mano, sono emersi durante la ricerca trasmettendo lo stato compresente della disperazione e della gioia, della forza di vivere.

Con l’intento di dare voce a situazioni non sufficientemente conosciute, ma anche, e

soprattutto, per cercare la risposta alla domanda: E’ possibile trasformare uno svantaggio in pedana di lancio? Un voler sentire e trasmettere che ogni accadimento che ha a che fare con l’abbandono è un continuum che va dall’estrema debolezza alla più vigorosa forza. La famiglia, all’interno dei nostri valori sociali, è ritenuta fondamentale per il benessere dell’individuo. In alcuni casi è esattamente l’opposto. In altri è semplicemente assente. Dunque senza famiglia potrebbe essere meglio? Alcuni dei bambini e dei ragazzi incontrati sono stati sottoposti ad abusi, violenza, abbandono, povertà estrema, degrado, droga proprio all’interno, e a causa, della famiglia. Attraverso una panoramica delle diverse situazioni incontrate, di cui alcune davvero drammatiche, il progetto vuole mettere in luce una realtà a pochi conosciuta ed i mezzi adottati da enti pubblici e privati per combatterla attraverso la costruzione di programmi che rafforzino la capacità dei bambini di proteggere se stessi, adando a sollecitare la capacità resiliente che secondo l’artista è insita nel popolo Colombiano tanto quanto nello stesso territorio. In Colombia la stessa natura, violenta e distruttiva, è anche fertile e rigerativa. Si può apprendere dalla natura stessa. La si può usare come modello di riferimento.

Affrontando la ricerca da sola, armata di sola macchina fotografica, spesso inoltrandosi in quartieri e zone molto povere, ritenute ad alto rischio l’artista compie una sorta di esperienza temporale: attraverso scatti spontanei che vogliono catturare quei momenti e quei dettagli che, man mano, sono emersi durante la ricerca trasmettendo lo stato compresente della disperazione e della gioia, della forza di vivere. Con l’intento di dare voce a situazioni non sufficientemente conosciute, ma anche, e soprattutto, per cercare la risposta alla domanda: E’ possibile trasformare uno svantaggio in pedana di lancio? Un voler sentire e trasmettere che ogni accadimento che ha a che fare con l’abbandono è un continuum che va dall’estrema debolezza alla più vigorosa forza. La famiglia, all’interno dei nostri valori sociali, è ritenuta fondamentale per il benessere dell’individuo. In alcuni casi è esattamente l’opposto. In altri è semplicemente assente. Dunque senza famiglia potrebbe essere meglio? Alcuni dei bambini e dei ragazzi incontrati sono stati sottoposti ad abusi, violenza, abbandono, povertà estrema, degrado, droga proprio all’interno, e a causa, della famiglia. Attraverso una panoramica delle diverse situazioni incontrate, di cui alcune davvero drammatiche, il progetto vuole mettere in luce una realtà a pochi conosciuta ed i mezzi adottati da enti pubblici e privati per combatterla attraverso la costruzione di programmi che rafforzino la capacità dei bambini di proteggere se stessi, adando a sollecitare la capacità resiliente che secondo l’artista è insita nel popolo Colombiano tanto quanto nello stesso territorio. In Colombia la stessa natura, violenta e distruttiva, è anche fertile e rigerativa. Si può apprendere dalla natura stessa. La si può usare come modello di riferimento.